Discriminazione: dalla Ue un secondo richiamo contro la Provincia di Sondrio per il bando di concorso che discrimina gli studenti universitari stranieri.
Il bando prevede affitti agevolati a studenti italiani o che siano residenti nella provincia nel quinquennio precedente.
La Commissione europea intende inviare un secondo richiamo all’Italia <http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=001009> perché ritiene discriminatorio nei confronti degli immigrati e dei loro figli le modalità di assegnazione di appartamenti ad affitto agevolato a studenti universitari previste da un bando di concorso della Provincia di Sondrio.
Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, Bruxelles – che già aveva inviato all’Italia una lettera di messa in mora, in mancanza di chiarimenti convincenti da parte delle autorità – ha ora deciso di compiere un nuovo passo in avanti nella procedura d’infrazione con l’invio di un parere motivato, che dovrebbe essere formalizzato la prossima settimana.
Alla base della procedura c’è il bando di concorso della Provincia di Sondrio per appartamenti di sua proprietà situati a Milano, città dove studiano la maggior parte degli studenti universitari sondriesi. Per partecipare al concorso, lo studente, ha spiegato l’esecutivo Ue, deve possedere tra gli altri requisiti due condizioni cumulative: essere cittadino italiano e aver risieduto nella provincia di Sondrio nel quinquennio precedente. Secondo Bruxelles, la misura è contraria alle norme sulla libera circolazione delle persone che non possono essere discriminate sulla base della nazionalità.
La commissione europea ha avviato la procedura dopo un esposto dell'Associazione Avvocati per niente e il NAGA inviato parallelamente all'avvio della azione in giudizio avanti il Tribunale di Milano contro la provincia di sondrio che ha visto, sia in primo che in secondo grado, il riconoscimento del carattere discriminatorio della condotta della provincia di sondrio con il conseguente ordine di modificare la delibera di assegnazione degli alloggi aprendola agli stranieri
Espulsione del genitore irregolare
Comunicato Stampa sulla Sentenza della Cassazione n. 5856/2010
Le polemiche suscitate dalla recente sentenza della Cassazione 5856/10 in tema di espulsione del genitore irregolare hanno coinvolto anche l’azione giudiziaria, avviata nel 1998 dalla nostra associazione e da una cittadina marocchina, contro il Comune di Milano per far valere il diritto dei figli di immigrati irregolari di accedere alla scuola materna.
Comunicato Stampa sulla Sentenza della Cassazione n. 5856/2010
Commento alla Sentenza della Cassazione n. 5856/2010
Pubblichiamo anche un commento effettuato dall'avv. Marina Ingrascì, socia della nostra Associazione:
Commento alla Sentenza della Cassazione n. 5856/2010
Comunicato Stampa dell'Unione Nazionale Camere Minorili
Le due recenti sentenze della Corte di Cassazione nn. 5856 e 5857/2010 introducono una interpretazione fortemente restrittiva dell´art. 31 del testo Unico sull´immigrazione in contrasto con altra decisione della medesima Corte (n.22080/2009), senza peraltro ritenere opportuno rimettere la questione alle Sezioni Unite. L'Unione Nazionale Camere Minorili esprime grave preoccupazione, tra gli altri profili, per le conseguenze in ordine alla mancata scolarizzazione ed integrazione dei minori nel tessuto sociale italiano.Con queste parole è introdotto il:
Comunicato Stampa dell'Unione Nazionale Camere Minorili
22.02.2010.
Ricorso di APN contro la circolare Gelmini.
La nostra associazione, raccogliendo la sollecitazione di alcuni genitori e insegnanti ha depositato presso il Tribunale di Milano il 21.2.10 un ricorso ex art. 44 TU immigrazione contro la tanto discussa “circolare Gelmini” che fissa il tetto del 30% per la presenza di stranieri e contro la circolare “applicativa” dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia.
Il ricorso è stato proposto assieme a ASGI e a due mamme: una rumena e l’altra egiziana.
Naturalmente l’oggetto del contendere non è l’opportunità che la presenza di alunni con problemi di conoscenza della lingua sia “armonicamente distribuita” (come dice il Ministero) su tutte le classi: su questo obiettivo nessuno ha nulla da ridire, tanto più che già il regolamento attuativo del TU immigrazione (DPR 394/99) , all’art. 45, prevedeva che i consigli di classe dovessero attivarsi “evitare comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri” (ma si noti subito che la norma neppure ipotizza spostamenti d’autorità tra istituti).
I problemi che abbiamo posto sono invece altri due:
il primo (che attiene ai principi, ma non per questo è meno importante) è se questo obiettivo possa essere perseguito creando regimi differenziati di iscrizione in ragione della cittadinanza (gli italiani/gli stranieri) e non piuttosto in ragione di un esame effettivo delle esigenze del singolo studente, cittadino o straniero che sia. Da questo punto di vista il criterio scelto appare non solo irrazionale (si pensi all’adottato-cittadino che può avere problemi di lingua gravissimi e allo straniero nato e vissuto in Italia che nel 99% dei casi non ha alcun problema linguistico) ma certamente vietato da norme sovraordinate, alle quali il Ministero si deve attenere: l’art. 45 citato prevede infatti che le iscrizioni dei minori stranieri avvengano “nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani”.
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Il secondo è invece di immediata tutela dei diritti degli stranieri: la circolare introduce un cervellotico sistema di “deroghe” (la scuola può fare domanda di deroga all’Ufficio Regionale e questo può concederla) ma in nessuna parte della circolare è scritto che – deroga o non deroga – lo straniero deve comunque essere iscritto , se lo richiede, alla sua scuola di bacino o comunque alla stessa scuola alla quale sarebbe stato iscritto se fosse italiano. In mancanza di questo fondamentale chiarimento (e anzi in presenza di affermazioni di segno opposto, specie nella circolare Regionale) le norme amministrative prefigurano quindi la possibilità di un “dirottamento” d’autorità dello straniero su altre scuole (“non ti puoi iscrivere qui perché abbiamo già più del 30% e non abbiamo la deroga”): il che ovviamente non è consentito da alcuna norma di legge.
Siamo ben consapevoli che probabilmente, nella pratica, nulla di così barbaro avverrà: i dirigenti si arrabatteranno a non rifiutare nessuno, l’Ufficio Regionale interverrà, magari ex post, fingendo di rilasciare deroghe a destra e a manca E si sarà così trovata la solita situazione “all’italiana”.
Ma questo non è un buon motivo per accettare passivamente che la pubblica autorità - invece di curare il risultato concreto, prevedendo effettivi interventi di sostegno della didattica ove vi sono problemi linguistici o di interculturalità - pretenda ancora una volta di utilizzare la “cittadinanza” come una spada che divide anziché come un sottile filo di collegamento solidale.
Rassegna stampa della notizia (3 Mb)
Altre notizie aggiornate del 22.02.2010
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L'ATM ha torto:
la cittadinanza non è requisito per l'assunzione
Il tribunale, il 21 luglio, capovolgendo la decisione del giudice di primo grado ha accolto il ricorso della nostra Associazione Avvocati per niente ONLUS e 'ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione e ordinato ad ATM di rimuovere il requisito della cittadinanza dalle offerte di assunzione.
Qui si può leggere l'ordinanza (PDF; 570Kb).
Qui si può leggere il comunicato di APN (PDF; 360Kb)
L'ATM, da oggi, ha tolto dal proprio sito con i bandi di assunzione il requisito della cittadinanza; quindi ogni straniero che vuole può fare la domanda con la certezza che verrà esaminata. Qui si può leggere il comunicato APN.
05.07.2009
APN versus ATM
Come ha ampliamente riferito la stampa, la vicenda milanese che contrappone la nostra Associazione, insieme ad 'ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione all'Azienda Trasporti Milanese ha avuto sviluppi complicati. Qui si può leggere un nostro comunicato
17.02.2009
A fine dicembre 2008, l'Ordine degli Avvocati di Milano ha deliberato di approvare l'accreditamento di due corsi che l'Associazione Avvocati per niente ONLUS organizza, in collaborazione con l'ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, sul tema immigrazione.
"Il diritto degli stranieri: corso base", prevede sei incontri e l'attribuzione di 12 crediti valevoli per la formazione continua degli avvocati. La prima lezione si terrà mercoledì 11 marzo pomeriggio, e le successive si svolgeranno i lunedì pomeriggio: 16.23.30/03 e 06.20/04/2009. I posti disponibili saranno 100. Il costo è di €250,00 (€170,00 per soci Associazione Avvocati per niente ONLUS e/o ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione).
Sono aperte le preiscrizioni: è possibile preiscriversi inviandoci una e-mail, cui seguirà contatto da parte della Segreteria organizzativa, per il perfezionamente dell'iscrizione. In questa preiscrizione si chiede di non effettuare alcun bonifico, che sarà richiesto solo successivamente, a verifica della disponibilità dei posti e della conseguente accettazione dell'iscrizione.
Il volantino è stato pubblicato pubblicato nella pagina Formazione.
"Il diritto degli stranieri: il diritto all'unità familiare e la tutela del minore straniero", è un corso specialistico che si svolgerà in quattro lezioni e che ha vistosi attribuire 8 crediti valevoli per la formazione continua degli avvocati.
Il costo è di €200,00 (€130,00 per soci Associazione Avvocati per niente ONLUS e/o ASGI - Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione).
Maggiori dettagli saranno dati prossimamente sul sito e tramite
e-mail, per chi ci segnalerà la propria volontà ad essere informato.
31.01.2009
Gli avvocati dell'associazione Avvocati per niente ONLUS hanno assunto a Brescia la difesa di 4 famiglie immigrate e dell'ASGI nel contenzioso contro il Comune di Brescia in relazione a una delibera che riconosceva un "bonus bebè" solo ai figli di italiani: lo segnaliamo pubblicando qui il provvedimento (favorevole) del tribunale di Brescia anche per l'importanza sul piano culturale e giuridico che la vicenda ha assunto.
24 novembre 2008
La Provincia di Sondrio fa la voce grossa ma poi si pente. Come segnalato qualche settimana fa, l’Associazione Avvocati per niente, su richiesta di uno studente direttamente coinvolto nella vicenda e dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni (UNAR), era intervenuta presso la Provincia di Sondrio per segnalare l’illegittimità di una delibera con la quale venivano assegnati degli alloggi per studenti universitari iscritti alle Facoltà di Milano, limitando le assegnazioni soltanto a chi avesse la cittadinanza italiana.
La lettera era circolata sulla stampa locale provocando le reazioni sdegnate del Presidente della Provincia che al grido di “prima di tutto i nostri” aveva sbeffeggiato la richiesta dell’Associazione dichiarandola frutto di “buonismo becero” (così una dichiarazione a “Il Giorno” del 5.11.08).
Tralasciando ogni commento sul forbito linguaggio dell’interlocutore, prendiamo atto che a soli 20 giorni di distanza, la Giunta Provinciale deve evidentemente essersi accorta che non di “buonismo becero” si trattava, ma di semplice rispetto della legalità, che costituisce il presupposto fondamentale per qualsiasi civile convivenza.
Con la lettera che qui pubblichiamo, infatti, l’Assessore alla Cultura, Formazione e Lavoro, lungi dal prendere le difese della esclusione, si limita a dire che per il prossimo anno la Giunta provvederà senz’altro a modificare il bando nel senso richiesto dall’UNAR e dalla nostra associazione. A chi credere? Alle roboanti affermazioni del Presidente o alla mite comunicazione dell’Assessore ?
La questione non è chiusa. Intanto non possiamo non registrare un primo successo della nostra iniziativa volta a riaffermare quel principio di parità di trattamento tra cittadini e non cittadini regolarmente soggiornanti che sta scritto a chiare lettere - oltre che nell’art. 3 della Costituzione e nell’art. 12 del Trattato dell’Unione Europea – anche negli artt. 2 e 43 del TU immigrazione.
Carattere discriminatorio posto in essere dal Comune di Milano con la circolare n. 20 del 17/12/2007 del Settore Servizi all'infanzia
La nostra associazione ha sostenuto - assieme ad altre impegnate sulla questione stranieri (in particolare il NAGA) - il ricorso contro la circolare del Comune di Milano in materia di accesso all'asilo di figli di irregolari. La ricorrente è stata patrocinata da due nostri avvocati (Alberto Guariso e Livio Neri) e, come ha riferito la stampa, ha ottenuto l'accoglimento del ricorso con il provvedimento - ampiamente motivato e di grande interesse giuridico - che trovate qui e che ordina al Comune di Milano la cessazione del comportamento discriminatorio e la rimozione dei suoi effetti.
Tentativo obbligatorio di conciliazione.
Prima dell'estate 2007, l'Associazione Avvocati per niente ONLUS scrisse alla Direzione Provinciale del Lavoro e all'UNAR, affinché la Direzione provinciale del Lavoro, nella verifica sull'identità dei lavoratori non comunitari convocati per esperire il tenativo obbligatorio di cui all'articolo 410 c.p.c., si astenesse dal richiedere l'esibizione del regolare permesso di soggiorno.
Il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale - Direzione provinciale di Milano, ritenendo che la questione sollevata possa assumere una rilevanza di carattere generale hanno interessato le Direzioni generali delle risorse umane e degli affari generali; della tutela delle condizioni di lavoro; quella per l'attività ispettiva e la Direzione regionale del lavoro della Lombardia, al fine di ricevere indicazioni operative in merito a quanto rappresentato dall'Associazione.
Siglata la convenzione con l'UNAR
L'associazione Avvocati per niente ONLUS e l'UNAR - Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica hanno siglato una convenzione che le impegna reciprocamente sul fronte della difesa delle persone oggetto di discriminazione, soprattutto razziale.
Premio Isimbardi all’Associazione Avvocati per
niente
Il 18 dicembre 2006, si è svolta
in Provincia di Milano la tradizionale cerimonia nel corso della quale il
Presidente della Provincia ha consegnato i diplomi e le medaglie della
Riconoscenza ad associazioni e cittadini benemeriti. L’Associazione Avvocati per niente rientra tra
questi.
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